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04 - Recensioni - Schede

Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

Feltrinelli ripubblica lo scrittore americano

venerdì 4 luglio 2003

Il capolavoro del ’69 e Ghiaccio-nove di nuovo in libreria

Dopo anni di assenza, lunghi anni in cui ce lo si passava come tra adepti, lo si rubava dalla libreria di qualche amico più anziano, o si prendevano lezioni d’inglese per leggerlo in originale, Mattatoio numero 5 è finalmente tornato in libreria. Non il più bel libro di Vonnegut, ma sicuramente il più personale e il più storico, un libro il cui strutturale pacifismo lo ha imposto come uno dei classici della letteratura americana del dopoguerra. Mattatoio 5 è un romanzo divertente e feroce che mescola documento storico, testimonianza privata e fantascienza non per il semplice gusto di una scorribanda tra i generi letterari, ma per tenere sempre fermo il suo nucleo più prezioso: il primato della morale su ogni altra istanza, in primo luogo su quella estetica. La scelta stilistica annulla infatti nel comico e nell’assurdo (cioè in una razionalità esasperata) ogni possibile retorica dell’eroico o del tragico. Restano solo il dubbio e il gusto per una sincera inverosimiglianza: un’estrema fedeltà alla letteratura. "All this happened, more or less" è il programmatico incipit. L’autore si impegna a scrivere un libro sulla seconda guerra mondiale che mai possa far venire una qualsiasi nostalgia o voglia di guerra. Smorza ogni climax raccontando più volte gli stessi episodi, distribuendo l’azione su diversi piani temporali che si incrociano continuamente e confondono il lettore e il protagonista stesso. La narrazione e il personaggio sono dominati da un tempo impazzito che non scorre più, ma salta da un istante all’altro seguendo la concezione che ne hanno gli abitanti del pianeta Tralfamador "da dove vengono i dischi volanti". Il lettore non ha mai il tempo di immedesimarsi, crede e non crede a tutto ciò che gli viene presentato. Mattatoio n. 5 è il raro esempio di un romanzo strutturato secondo le regole del teatro epico brechtiano. Kurt Vonnegut, uno dei massimi scrittori satirici del nostro tempo, ci mostra una delle fonti da cui scaturisce la letteratura: l’indignazione. E’ una musa che ridendo canta l’ira.
Nel sottotitolo del romanzo una definizione dell’arte: "a duty dance with death".

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