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03 - Traduzioni - Letterature

Caetano Veloso: La lingua

"...e io non ho patria, ho una matria e voglio una fratria"

mercoledì 3 settembre 2003, di Alberto Sismondini

Caetano Veloso: forse ancora solo qualche anno fa in Italia si sarebbe detto di lui: un cantautore brasiliano. Il che non ?® falso. Ma ora anche da noi si associa questo nome al Brasile moderno, al Tropicalismo (quel movimento libertario che ¬´aspirava a collocarsi oltre la sinistra e a mostrarsi spudoratamente festaiolo¬ª e al contempo denunciava gli squilibri sociali e le dittature militari), alla poesia sudamericana, a un uomo di pensiero.
Questa estate ?® venuto dalle parti di Mirabitalia, e ha fatto un concerto in solitaria a Umbria Jazz, attesissimo. Il 22 luglio ?® stato anche a Taormina. Chi c’?® stato batta un colpo e spedisca un bootleg.
Ci sono almeno tre modi per conoscerlo meglio:
il primo ?® rifornirsi della sua discografia: qui ce n’?® una completa;
il secondo ?® comprarsi Verit?† tropicale. Musica e rivoluzione nel mio Brasile, un’autobiografia (anche se lui non la chiamerebbe cos?¨) di un poeta dipinta sopra una radiografia del Brasile. L’ha edita Feltrinelli a giugno, e si torner?† a parlarne con pi?? calma su questi pixel;
l’altro (di gran lunga il pi?? agevole in questo preciso momento) ?® leggere quella poesia/canzone/manifesto che si chiama "La lingua" e che Alberto Sismondini ha tradotto e annotato per sguardomobile. Come il 30/90% (la percentuale ?® ancora da calcolare) dei versi, va letta ad alta voce. Se siete in ufficio o in biblioteca mettete il volume vocale al minimo, perch?© ?® un crescendo e c’?® chi potrebbe non gradire.
Tra i tanti rimandi della fitta trama intertestuale, Sismondini ha raccolto, sciolto, espanso e tradotto quelli a Soares / Pessoa e a Olavo Bilac.

(Nella fotomobile, un’eccezionale comparsata di Fernando Pessoa sul palco di Veloso e un decontratto dopoconcerto.)

Alberto Sismondini insegna lingua e letteratura italiana all’universit?† di Coimbra.
(lf)

Lingua

di CaetanoVeloso

Traduzione di Alberto Sismondini

Mi piace sentire la mia lingua accarezzare
La lingua di Luís de Camões
Mi piace di essere e di stare
E mi voglio dedicare
A creare confusioni di prosodie
E una profusione di parodie
Che abbrevino il dolore
E rùbino il colore come i camaleonti
Mi piace Pessoa di persona
E la rosa in Rosa (1)
E so che la poesia sta alla prosa
Così come l’amore all’amicizia.
E chi deve negare che questa le è superiore?
E lasciate i Portogalli morire di stenti
"La mia patria è la mia lingua" (2)*
Parla Mangueira ! Parla!! (3)
Fior del Lazio**(4) Sambodromo
America Lusitana Latino in polvere
Che cosa vuole che cosa può (fare) questa lingua?
Attentiamo alla sintassi dei paulisti
E al falso inglese-relax dei surfisti
Siamo imperialisti: cadê? (5)
Pedaliamo sulla dizione "choo choo"(6) di Carmen Miranda
E che Chico Buarque de Holanda ci riscatti
E scacco matto
Spiegateci Luanda (7)
Udiamo con attenzione i lui e i lei della TV Globo (8)
Diveniamo il lupo del lupo dell’uomo.
Adoro nomi
Nomi in ã di cose come rã (9) e imã, imã, imã (10)
Nomi di colori
Come Scarlet Moon de Chevalier, (11) Glauco Matoso (12)
E Arrigo Barnabé (13) e Maria da Fé (14) e Arrigo Barnabé
Fior del Lazio Sambodromo
America Lusitana Latino in polvere
Che cosa vuole che cosa può fare questa lingua?
Incredibile! E’ meglio creare una canzone
È provato che è possibile filosofare solo in tedesco
Se tu hai un’idea incredibile
È meglio creare una canzone
E’ provato che è possibile filosofare solo in tedesco
Blitz vuol dire fulmine
Hollywood vuol dire noccioleto
E il Recôncavo e il Recôncavo e il Recôncavo (15)
(È) La mia paura.
La lingua è la mia patria
E io non ho patria, ho una matria e voglio una fratria.
Poesia Concreta prosa caotica.
Ottica futura
Samba-rap, chic-left con banana (16)
Sarà che sta sul Pan di Zucchero?
Sei strafico e ti le amo.
Che ti faccio amico?
Vai tranquillo!
Arigatô, arigatô (17)
Nei canti parliamo come chi invidia i neri
Che patiscono gli orrori nei ghetti di Harlem
Libri, dischi, video in abbondanza
E lasciate che dicano, che pensino che parlino (18)


(Testo a fronte)

Lingua di Caetano Veloso

Gosto de sentir a minha língua roçar
A língua de Luís de Camões
Gosto de ser e de estar
E quero me dedicar
A criar confusões de prosódias
E uma profusão de paródias
Que encurtem dores
E furtem cores como camaleões
Gosto do Pessoa na pessoa
Da rosa no Rosa
E sei que a poesia está para a prosa
Assim como o amor está para a amizade
E quem há de negar que esta lhe é superior
E quem há de negar que esta lhe é superior
E deixem os portugais morrerem à míngua
Minha pátria é minha língua *
Fala Mangueira
Fala!
Flor do Lácio** Sambódromo
Lusamérica latim em pó
O que quer
O que pode
Esta língua
Vamos atentar para a sintaxe paulista
E o falso inglês relax dos surfistas
Sejamos imperialistas
Cadê?
Sejamos imperialistas
Vamos na velô da dicção choo choo de Carmem Miranda
E que o Chico Buarque de Hollanda nos resgate
E Xeque-mate, explique-nos Luanda
Ouçamos com atenção os deles e os delas da TV Globo
Sejamos o lobo do lobo do homem
Sejamos o lobo do lobo do homem
Adoro nomes
Nomes em Ã
De coisa como rã e ímã...
Nomes de cores como Scarlet Moon de Chevalier, Glauco Mattoso
E Arrigo Barnabé, e Maria da Fé e Arrigo Barnabé
Incrível É melhor fazer uma canção
Está provado que só é possível filosofar em alemão
Se você tem uma idéia incrível
É melhor fazer uma canção
Está provado que só é possível
Filosofar em alemão
Blitz quer dizer corisco
Hollywood quer dizer azevedo
E o recôncavo, e o recôncavo, e o recôncavo
Meu medo!
A língua é minha Pátria
E eu não tenho Pátria: tenho mátria
Eu quero frátria
Poesia concreta e prosa caótica
Ótica futura
Samba-rap, chic-left com banana
Será que ele está no Pão de Açúcar
Tá craude brô, você e tu lhe amo
Qué que’u faço, nego?
Bote ligeiro
Arigatô arigatô
Nós canto falamos como quem inveja negros
Que sofrem horrores no Gueto do Harlem
Livros, discos, vídeos à mancheia
E deixa que digam, que pensem, que falem.


*
La mia patria è la lingua portoghese

Bernardo Soares / Fernando Pessoa

Non ho nessun sentimento politico o sociale. Ho, tuttavia, in un senso, un alto sentimento patriottico. La mia patria è una lingua portoghese. Nulla mi peserebbe se invadessero o prendessero Il Portogallo, se non mi disturbassero personalmente. Ma odio, e con odio vero, con l’unico odio che sento, non chi scrive male in portoghese, nemmeno chi non sa di sintassi, non chi scrive con un’ortografia semplificata, ma la pagina mal scritta, come persona propria, la sintassi errata, come gente che si percuote, l’ortografia senza ipsilon, come lo sputacchio diretto che mi dà nausea indipendentemente da chi lo avesse emesso.
Sì, perché anche l’ortografia è gente. La parola è completa se vista e ascoltata. E lo sfarzo della traslitterazione grecoromana la veste del suo vero manto regio, per il quale è signora e regina.

Dal Livro do Desassossego de Bernardo Soares,
vol. 1, pag.141, Lisboa, Europa América

Minha pátria é a língua portuguesa

Não tenho sentimento nenhum político ou social. Tenho, porém, num sentido, um alto sentimento
patriótico. Minha pátria é a língua portuguesa. Nada me pesaria que invadissem ou tomassem
Portugal, desde que não me incomodassem pessoalmente. Mas odeio, com ódio verdadeiro, com o
único ódio que sinto, não quem escreve mal português, não quem não sabe sintaxe, não quem escreve em ortografia simplificada, mas a página mal escrita, como pessoa própria, a sintaxe errada, como gente em que se bata, a ortografia sem ípsilon, como o escarro directo que me enoja
independentemente de quem o cuspisse.
Sim, porque a ortografia também é gente. A palavra é completa vista e ouvida. E a gala da
transliteração greco-romana vestem-na do seu vero manto régio, pelo qual é senhora e rainha.»


**
Lingua portoghese

di Olavo Bilac

Ultimo fior del Lazio incolto e bello / Sei ad un tempo splendore e sepoltura/ Oro nativo che nella ganga impura / La brutal miniera tra il pietrisco cela / Ti amo così, sconosciuta e oscura,/ Tuba d’alto clangor, semplice lira, / Che hai il tono e il sibilo della procella / E la ninnananna della nostalgia e della dolcezza / Amo la tua grazia agreste e il tuo aroma / Di vergini selve e di oceano largo / Ti amo, o rude e doloroso idioma / In cui dalla voce materna udii "mio figlio!" / E nel quale Camões pianse, nell’esilio amaro / Il genio senza sorte e l’amore senza lustro!

Língua Portuguesa

Última flor do Lácio, inculta e bela,
És, a um tempo, esplendor e sepultura:
Ouro nativo, que na ganga impura
A bruta mina entre os cascalhos vela...

Amo-te assim, desconhecida e obscura,
Tuba de alto clangor, lira singela,
Que tens o tom e o silvo da procela
E o arrolo da saudade e da ternura!

Amo o teu viço agreste e o teu aroma
De virgens selvas e de oceano largo!
Amo-te, ó rude e doloroso idioma,

Em que da voz materna ouvi: "meu filho!"
E em que Camões chorou, no exílio amargo,
O génio sem ventura e o amor sem brilho!



Note

1 Noel Rosa (1911-1937), importante autore di samba , modello per la generazione di Caetano Veloso.
2 Dal Livro do dessasossego (Libro dell’Inquietudine) di Bernardo Soares (Fernando Pessoa)
3"Mangueira" è una delle favelas più famose di Rio de Janeiro e la sua scuola di samba "Estação Primeira da Mangueira" è la più antica struttura ufficiale d’animazione carnevalesca. Fala Mangueira è un famoso samba , i cui autori sono Mirabeau e Milton de Oliveira.
4 "Flor do Lácio (Fiore del Lazio) è la definizione che il poeta parnassiano Olavo Bilac usa per definire la lingua portoghese nel sonetto A Língua Portuguesa (La lingua portoghese).
5 Cadê: semplificazione di que é (feito) de corrispondente a che ne è /dov’è, in un’espressione tipicamente brasiliana.
6 Interiezione usata da Carmen Miranda, che in Brasile ha connotazione positiva: grazioso, bello
7 Capitale dell’Angola e dialetto della città (dal Dizionario Michaëlis, S. Paulo.)
8 TV Globo, Rete televisiva molto conosciuta nel panorama audiovisivo brasiliano, produttrice di "telenovelas" molto popolari
9 Rana
10 Magnete
11 Giornalista (1950)
12 Poeta (1951)
13 Musicista (1951)
14 Cantante di fado. Ma anche cittadina del Minas Gerais, intitolata alla portoghese che aveva sposato un cacique (capo degli indios) locale e quindi modello di mescidanza.
15 Zona all’interno dello stato di Bahia, nella cui città di S. Amaro da Purificação nasce Veloso
16 Chic left gioca con la parola Chiclete (Chewing gum). Chiclete com banana è un famoso samba che unisce un simbolo d’importazione con un altro nativista.
17 "Grazie" in giapponese
18 Allusione ad una canzone di Jorge Benjor (Deixem que digam que pensem que falem)

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