Sguardomobile

Scritture di esistenza e resistenza nella società multimedioevale

Home > 04 - Recensioni (in ritardo, in anticipo, in perfetto orario) > Schede > Nessuna giustificazione per Enrica Zunic’

04 - Recensioni - Schede

Nessuna giustificazione per Enrica Zunic’

Nessuna Giustificazione, di Enrica Zunic’ - Fantascienza.com Solid Books - Pagine 262 - Prezzo Euro 11,99

martedì 5 agosto 2003

Pubblichiamo una recensione tratta da King Lear, il blog letterario curato dall’infaticabile Giuseppe Iannozzi. A King Lear ci lega un comune sentire, un comune patire e comuni entusiasmi. Ci?? che, in fondo, si pu?? dire cos?¨: nessuna passione spenta.

Per avere un’idea delle passioni di Giuseppe Iannozzi potete cliccare qui.
Mentre qui trovate un po’ di informazioni su Enrica Zunic’. (lf)

di Giuseppe Iannozzi

Intendo parlare di "Nessuna giustificazione" di Enrica Zunic’, primo titolo della Solid Books, collana Fantascienza.com, forse uno dei migliori libri di fantascienza, se proprio devo dare un’etichetta alla letteratura, che abbia avuto modo di leggere in tempi recenti. La fantascienza italiana, come ho già fatto notare in altre sedi, non gode propriamente di buona salute e solo pochi autori riescono a rinnovare il genere: logico pensare che la Sf sia ormai sull’orlo della morte, eppure, leggendo un lavoro come quello di Enrica Zunic’, nutro il sospetto che questo genere sia riuscito mirabilmente a darsi nuovo smalto e umana dignità. Ursula K. Le Guin, a mio giudizio la più grande scrittrice di Sf vivente amatissima da Philip K. Dick che la considerava una sorella ideale, con capolavori come La mano sinistra delle tenebre, Il diario della Rosa, I reietti dell’altro pianeta, ha dato vita a una fantascienza di stampo umanistico, anche se questa esisteva già, prima

Ursula K. Le Guin

che Ursula nascesse. Autori come Aldous Huxley e Theodore Sturgeon e tanti altri ancora avevano già prodotto fantascienza umanistica, e sono riusciti a sopravvivere oltre le mode del loro tempo per consegnarsi alla storia con capolavori memorabili, basti ricordare Il Mondo Nuovo e La nascita del Superuomo.
Ray Bradbury, almeno con F. 451, ha tentato la strada, ma il risultato, per quanto buono e onorevole, è "ambiguo"; poi mi risulta impossibile dire bene di Robert A. Heinlein, il cui spirito sembra essere sprofondato nell’ambiguità più trita e massiva. Ray Bradbury ha scritto almeno un buon libro che in toni scanzonati ci ricorda che i pompieri potrebbero benissimo dar fuoco ai libri; Heinlein ha scritto di tutto, ma il suo essere eclettico mi sembra fosse costume adottato per stare dietro alle mode ed essere quindi considerato dal pubblico ma anche da tanti critici più o meno solidali con l’autore, anche loro addomesticati alla moda critica o allo spirito dei tempi se si preferisce. Ad ogni modo, eccetto Ursula K. Le Guin, la fantascienza umanistica negli anni Sessanta sembrava ormai destinata a morire. Ed infatti è quanto accadde, nonostante la Le Guin iniziasse proprio in quegli anni a scrivere e a pubblicare; è forse questo il motivo per cui tanta fama gli si è tributata, ma "chiaramente" in sordina, perché la preoccupazione della critica ormai era concentrata a portare avanti altre effimere mode. Per nostra fortuna di tanta fantascienza spazzatura se ne sono perse le tracce. Escludendo alcuni autori, Kurt Vonnegut, Ursula K. Le Guin, Isaac Asimov, P. K. Dick, T. Sturgeon e pochi altri, la maggior parte vivono nella memoria ipotecata dei vecchi irriducibili che nell’omino a due teste, possibilmente verde, riescono ancora a trovare il "bambino" che sono stati. Ma questo è un altro discorso.
"Nessuna giustificazione" ha almeno due grandi pregi: la potenza degli argomenti portati avanti dall’autrice, lo stile impeccabile. Il lavoro della Zunic’ evade dalle etichette di genere e diventa un raro esempio di letteratura umanistica. Nel suo lavoro, la Zunic’ porta avanti un discorso "umanistico" che si riflette nei contenuti e nei valori espressi. Cinque racconti e un romanzo breve compongono "Nessuna giustificazione". In ognuno di essi è possibile notare come l’autrice sia contro ogni forma di violenza e razzismo. Lo stile è scabro, essenziale, a volte ingenuo, ma non è un limite espressivo della Zunic’, è piuttosto la consapevolezza che le grandi parole vuote non fanno gli uomini e neanche la letteratura. Se qualche volta pecca di ingenuità, comunque mai investita con inutile pietismo o nichilismo, la Zunic’ evidenzia sempre l’uomo al centro delle sue storie e ne racconta la storia, e questa è importante, perché il resto, ciò che non ha detto e che avrebbe potuto aggiungere come scenografia, non conta. La storia dell’uomo è importante e non la sua religione, il suo credo politico, la sua estrazione sociale. Giustamente, evidenzia Salvatore Proietti:
"Come succede quando si legge (per passione ancora prima che per "professione") parlo di me che leggo il libro, delle letture che mi erano venute e mi vengono in mente rileggendolo. E parlo delle storie che vorrei l’autrice mi permettesse di leggere. Non so se questo sia il modo ortodosso per fare una recensione, ma non sto recensendo un libro ortodosso. Sto recensendo, e raccomandando, un libro bello e importante. Per le motivazioni che lo muovono (dichiarate nelle appendici riguardanti Amnesty International), e per quello che c’è scritto dentro…. Esistono distopie letterarie "critiche" e "fallibili", che cercano di presentare la possibilità del superamento del nuovo inferno di cui si dà la mappa; quella è la direzione in cui va Nessuna giustificazione (ed è un discorso che andrà affrontato anche con riferimento alla fantascienza italiana, a partire anche da Eva di Nicoletta Vallorani e dal lavoro di Vittorio Catani, Valerio Evangelisti e altri)… La distopia fallibile e l’altro mondo possibile non potranno fare a meno di quella forza "sentimentale", affettiva, femminile, femminista, civica e politica, che la fantascienza di Enrica Zunic’ ha avuto il coraggio di porgerci. Confidando di avere altre occasioni per incontrarne la bellezza." (Se vuoi leggere la recensione di Salvatore Proietti, clikka su Continuum).

"Nessuna giustificazione" è un libro che apre la strada alla bellezza, alla letteratura resistente che sfida il tempo e le mode, ma soprattutto sfida ogni forma di razzismo palesato o celato nelle latebre della nostra società ipertecnologica e stupidamente barbara nella politica, nella finta umanità prigioniera della globabalizzazione. E’ forse il primo reale concreto esempio di vera letteratura fantascientifica italiana che non muore nell’etichetta "science fiction".
Inoltre il volume accoglie una bella prefazione di Franco Forte e in appendice le interviste con Daniele Scaglione, Marco De Ponte e Carla Gottardi di Amnesty International. Altri documenti interessanti ospitati nel libro sono: "Le giustificazioni di Enrica, una intervista ad Enrica Zunic’" di Emiliano Farinella e "Postfazione alle mie giustificazioni" di Enrica Zunic’.

Attenzione! Il volume "Nessuna giustificazione" è acquistabile esclusivamente su libersapiens.

Leggi anche lo speciale "Quattro Luci Fantascienza e Diritti Umani" su Delos 79

Un messaggio, un commento?

Chi sei?
I tuoi messaggi

Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.