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05 - Scritture

Il prisma della letteratura

Presentazione de "L’illusione dello Skaz" di Boris Ejchenbaum

venerdì 23 aprile 2010, di Elisa Baglioni, Sara Martinelli

Presentiamo qui per la prima volta in traduzione italiana il testo Illuzija skaza (L’illusione dello skaz) di Boris Michajlovič Ejchenbaum (1886-1959). Lo scritto è incluso nella raccolta di saggi dal titolo Skvoz’ literaturu (Attraverso la letteratura), che esce a San Pietroburgo nel 1924 e rappresenta un fondamentale contributo alle teorie della Società per lo studio della lingua poetica (Opojaz) che, insieme al Circolo linguistico di Mosca, confluiranno nell’esperienza del ‘formalismo russo’.
L’attraversamento della letteratura è un’esegesi di teoria e allo stesso tempo di pratica; è la critica nel corpo della lingua, lo studio dell’organismo-opera. Esercizio lontano rispetto all’adozione di criteri biografici e psicologici che ha costituito il modus operandi della tradizione critica russa. La modalità di dissezione empirica dei testi è già suggerita dai titoli di molti saggi di Ejchenbaum e dei formalisti in generale, che circoscrivono lo studio intorno a un testo, il gogoliano Šinel’ (Il cappotto, 1919), o ad un autore, Molodoj Tolstoj (Il giovane Tolstoj, 1922), Anna Achmatova. Opyt analiza (Anna Achmatova. Prova di analisi, 1923), Leskov i sovremennaja proza (Leskov e la prosa contemporanea, 1925).
Nonostante l’ampia diffusione nella cultura occidentale, la critica formalista ha, fino ad oggi, goduto di una visibilità parziale rispetto al corpus complessivo della sua produzione, in particolare quella dedicata al linguaggio poetico. Questo può dipendere dalla difficoltà di trasferire il tessuto di riferimenti testuali sui quali poggia l’originalità della loro ricerca.

La presente prova di traduzione vorrebbe suscitare nuovo interesse verso le opere di uno dei più talentuosi membri del gruppo e far conoscere una feconda categoria critica che prende il nome di skaz, concetto elaborato ampiamente dai formalisti. Attraverso lo skaz, Ejchenbaum analizza gli aspetti uditivi e melodici del testo in prosa, intenzione che è analogamente cercata nei saggi dedicati al verso russo (1) . Se lo studio dello skaz ha dato interessanti risultati nell’ambito della letteratura russa, potrebbe risultare produttivo anche nell’analisi di opere appartenenti ad altre letterature, giacché: «[…] tutti gli articoli [presenti nel volume] sono il frutto di un’unica aspirazione, quella a trovare nuove basi metodologiche allo studio della letteratura come arte. Di qui deriva la tensione verso i problemi teoretici e il risalto che viene loro dato» (2) .

Il glossario accluso alla traduzione si propone di illustrare i termini impiegati nel testo da Ejchenbaum così come essi si presentano man mano alla lettura, costituendo a volte uno ‘stemma di parole’ (slovoobrazovanie), ora una raggiera di termini che irradiano da un unico nucleo o radicale: quello che i lessicografi russi definiscono “nido” (gnezdo) di parole.



Note

1. Dello stesso autore O zvukach v stiche (La sonorità nel verso), 1920 e Melodika sticha (La melodica del verso), 1921.

2. B.M. Ejchenbaum, Predislovie k Skvoz’ literaturu (Introduzione a Attraverso la letteratura), Slavistic printings and reprintings, Stanford University, Mouton Co.-Gravenhage 1962.