Sguardomobile

Scritture di esistenza e resistenza nella società multimedioevale

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"Epica dell’arcipelago" di Andrea Gazzoni, Le lettere, Firenze 2009

"Epica dell’arcipelago" di Andrea Gazzoni - Due o tre cose che ci sono in questo libro

martedì 10 novembre 2009

Dalla quarta di copertina

Omero ritorna nell’arcipelago dei Caraibi e riprende a cantare. Il saggio di Andrea Gazzoni parte da questa immagine per intraprendere un’indagine sull’epica, quell’epica che Ezra Pound ha definito in maniera folgorante come il “racconto della tribù”. Luogo decentrato, plurale, “bastardo”, dove tutti i continenti del mondo si riuniscono in uno straordinario crogiolo, i Caraibi sono l’area dalla quale prende le mosse questo percorso sulle tracce del racconto, della tribù e del nesso che continua a tenerli strettamente legati l’una all’altro.
Tutte le possibilità dell’epica sono raccolte – come una trama di isole – nella struttura ad arcipelago del poema Omeros di Derek Walcott, opera fondamentale del nostro tempo e ancora pressoché mai indagata criticamente in Italia: Omero è un cieco sull’isola St. Lucia, è un griot africano, è un vagabondo a Londra, è Joyce, è uno sciamano a Wounded Knee, è la parola degli elementi.
Avanzando tra le terzine del poema, ora seguendone la propulsione narrativa, ora entrando nei tunnel e nei passaggi tracciati da un’eccezionale ricorsività metaforica, Epica dell’arcipelago esplora Omeros come il poema-mondo dove risuonano popoli, memorie e parole, per ricominciare di nuovo, al di là della storia, degli imperi, della letteratura stessa, in nome della vita e della poesia che resistono, rinascono, continuano.


L’estratto che c’è in bandella

Il Novecento è il secolo del massimo annientamento anti-epico e, allo stesso tempo, della maggior proliferazione di popolamenti epici. Parte di essi si sono raccolti sotto il segno della decolonizzazione. Ma non hanno fine né il dominio reale né gli spettri di tutti gli stermini accumulati nel corso dei secoli dai conquistatori. Da (e contro di) essi la parola attinge a potenze antichissime e nuove. I racconti delle tribù si propagano per il globo attraverso innumerevoli epicentri: la centralità epica occidentale non regge più.


L’indice generico che c’è in quarta

Il racconto della tribù – Derek Walcott: cenni di un percorso – 1. PRIMA DEL PRIMO VERSO – Archipelagoes, o del cominciare ciclico – Dell’intentio epica – Hegel: l’epica dalla sua fine – L’Arcipelago: la tribù in circostanze ristrette – Aprire i segni dell’epica (l’esempio del catalogo) – L’alfabeto di Another Life – Contro-effettuazione dell’epica – 2. DELLA DISCOVERTA DEL VERO OMEROS – Il poema e il suo nome – Omeros-Seven Seas: mondo, cecità, luce –O, mer, os: etimologia andiomene – Omeros-griot – Omeros nel cuore di tenebra – Omeros-Joyce: pellegrinaggio alla parola d’acqua – Omeros-sciamano – Del vero Omeros – Dei resti e della variazione – Spirali di Omeros – OLTRE LA METAFORA


L’indice completo in Pdf è scaricabile qui.