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03 - Traduzioni. Letterature

Navigli di *** - Canaux de ***

Il mistero dei vasi infranti e ricomposti

giovedì 11 maggio 2006

0. Un anonimo corrispondente ci sfida via mail e ci invia questi versi.
1. Per dieci giorni le seguenti due poesie (meglio cos?¨ che non dire “una traduzione col testo a fronte”) saranno presentate cos?¨: prima quello in francese, poi quello in italiano.
2. Sabato 20 l’ordine si invertir?†. [Fatto, nota del 20.05.08]
3. Il tutto per stimolare un nodo nevralgico della tematica traduttiva. Qual ?® l’originale da cui discende - per tropo/traslazione/imitazione/traduzione - l’altro testo?
4. Gli asterischi del titolo e interni al testo sono dovuti alla circospezione del nostro anonimo.
5. Marted?¨ 30 si pubblicano anche i nomi degli autori (e si aggiunge qualche riga di commento, in un post a parte). Per ora ?® troppo presto, e buona lettura.

[PS. Tu, meravigliosa creatura curiosa e impaziente, che pensi di copincollare una stringa di testo e svelare con google l’arcano, sappi che in rete traccia dei versi non c’è.]


Navigli di ***

per Elio e Ginetta Vittorini

Giorni come domeniche fuori porta
dove il vecchio quartiere
emerge sulle sue acque
gentili giorni di quiete
isola senza città
Naviglio grande di lenta corrente
tra pietre come lastre tombali
trascorri torbido di fango
ma tra le chiese splendi di bitume
Naviglio dolce di dolcissima acqua
ignorata dal tempo e dagli edili
custode a superstiti navigazioni
di zattere di sabbia e di pietrame
Lo schiocco del bucato
riempie l’argine breve
al gesto antico delle lavandaie
l’aria è pallida di un brivido di panni
nell’acqua sudicia sguazzano i monelli
come giovani iddii
La trattoria alla buona in mezzo agli orti
col pergolato e il gioco delle bocce
la tavola massiccia, il vino rosso
nei bicchieri di vetro spesso un dito
le spesse persiane sopra l’andito
gli oleandri, quel gioco d’ombre e luci
sullo stretto balcone ove s’impiglia
l’ultimo sole giallo della sera.
Ticinese... cinese ma i cinesi
oggi sono impiegati negli uffici
Distruggeranno tutto, Ettore ***,
(il neon ha già partita vinta)
correranno rombanti i torpedoni
sull’autostrada, là dove fu un tempo
una pigra corrente d’acque dolci
per la semplice festa tra le case
della piccola gente che lavora


Canaux de ***

pour Elio et Ginetta Vittorini

Gentil dimanche quotidien au bord de l’eau
d’un ancien quartier encore émergeant
île de calme si loin de toi Milan
parmi ta clameur

Naviglio Grande où de larges dalles
longent l’eau limoneuse
le goudron flottant jusqu’auprès de San Gottardo
Eau douce oubliée par le temps et les édiles
négoce amoindri navires
porteurs de sable gris et de pierres

Le pavement menu les lavandières qui frappent fort
le battement léger du linge parmi l’air pâle
et le gamins qui se poursuivent dans l’eau sale
comme des enfants-dieux

Débonnaire dans les jardins la trattoria
avec le jeu de boules et les petits musiciens sous la treille
la table aux pieds épais le vin rouge dans le gros verres
les persiennes au dessus de la galerie les lauriers
la lumière et l’ombre également enjouées
sur le balcon strict où s’accroche
le soleil jaune au soir et disparaît

Ticinese Ticinese Tous les chinois travaillent
aujourd’hui dans les bureaux
Il détruiront tout Ettore *** Le néon
anéantira la clarté antique de l’huile
Et autocars vrombiront sur l’autostrade
où fut autrefois le flot de l’eau étale coulant
pour la simple gaîté devant ses maisons
du petit peuple travailleur.

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