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04 - Recensioni

Pier Damiano Ori - Il pensiero degli oggetti

Edizioni Aliberti, Citt?† di Castello 2005

lunedì 4 aprile 2005, di Lisa Bentini

«Crediamo che le cose siano le cose, ma non è vero», dichiara Pier Damiano Ori in un passo del Pensiero degli oggetti, recentemente pubblicato da Aliberti Editori.
Dopo undici giorni trascorsi nel proprio salotto ad osservare undici oggetti, «il resoconto degli sguardi» e aggiungerei dei pensieri di Ori su questa bizzarra selezione, rivela con ironia ed intelligenza la natura perturbante e spesso trascurata degli oggetti stessi.
Prima di tutto bisogna sapere che gli oggetti non sono affatto innocui. Sia che si tratti di oggetti costruiti dall’uomo come gli sci che aprono il libro,

Ori

sia che si tratti di oggetti “naturali” come l’uovo o ancora “mezzo naturali” come il sugo, gli oggetti hanno sempre un effetto collaterale che normalmente non viene preso in considerazione. Essi sono, inoltre, spesso e volentieri dei gran bugiardi: promettono e in molti casi non mantengono. Alcuni, per esempio il sugo, creano dipendenza. Altri, come il sedano, sarebbe addirittura meglio non pensarli. O forse ancora meglio neppure nominarli.
L’oggetto, infine, non rimane sempre oggetto, ma può diventare anche soggetto. Il pensiero degli oggetti allora non è soltanto il pensiero di Pier Damiano Ori sugli oggetti scelti, ma anche quello degli oggetti su

Ceci n’est pas un oeuf.

Pier Damiano Ori. Ragionando in questa maniera, l’autore può arrivare a scrivere che “se il sogno dell’uomo è il sugo, il sogno del sugo è l’uomo”. Bisogna saper prendersi cura di loro, per evitare che possano avere iniziative, cominciare a muoversi, andare a spasso per la stanza, mentre dalla poltrona del nostro salotto li seguiamo con gli occhi, increduli e spaventati. Sempre per i motivi appena elencati e dopo la lettura del libro, si può capire meglio il divieto sui treni di gettare oggetti dal finestrino... Anche perchè noi stessi potremmo diventare oggetto di tale “gettatezza”. Insomma, come ha sottolineato Stefano Bonaga durante la presentazione del libro alla Feltrinelli di Bologna, le questioni filosofiche poste da questo libro sono davvero numerose. E si prestano a divertenti scioglilingua...
Ma il libro non presenta gli oggetti soltanto nella loro veste sinistra e “pericolosa”, bensì mette in luce il fascino discreto che questi «compagni di viaggio» si portano dietro. Gli oggetti sono, infatti, anche dei grandi seduttori come il vuoto-buco dell’asola che, sin dai tempi della sua invenzione, ha consentito agli uomini ed ora anche alle donne (...) di affacciarsi sulla soglia dell’inaudito e del vertiginoso. Insomma, il libro di Ori è insieme un “bugiardino” prima dell’uso e un’appassionata difesa della vita degli oggetti.
Nato dalla pigrizia e dalla malinconia, come l’autore confessa, Il pensiero degli oggetti indaga la spinosa questione del soggetto e dell’oggetto con una prosa poetica, scorrevole e spiritosa che in alcuni passi raggiunge momenti di irresistibile comicità.
Tra gli undici oggetti, mi permetto di spezzare una lancia a favore della foglia. La foglia che a differenza del sudicio burazzo, dello schizzo di sugo, del tuorlo denso dell’uovo, del vuoto ambiguo dell’asola, non sporca, non spruzza, non sbrodola e forse nemmeno eccita. E, come scrive Ori, «non promette nulla». Ma certamente non è innocua, tanto che una foglia sola, magari «esanime sul pavimento» si trasforma ben presto nella «didascalia del senso di colpa»... Ma se considerate in grandi insiemi, «molte foglie, molto benessere».



Credits
In ordine di apparizione:

"Gli sci"
"L’uovo"
"Il sugo"
"Il sedano"

Special Guest:

Nel ruolo de "La foglia"

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