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Le "paroles actes" di Werewere Liking # 2/2

Seconda, parte y final

giovedì 24 marzo 2005, di Sara Tagliacozzo

«Ce qu’il nous faudrait à nous
C’est une Initiation
Rigoureuse comme un couperet
»(1)

Così scrive Werewere Liking nel suo proto-diario filosofico Elle sera de jaspe et de corail. La rivalutazione che l’autrice fa nel suo journal-d’or-de bord del rito di iniziazione come strumento di recupero della consapevolezza individuale e sociale, diventa nel canto-romanzo L’amour-cent-vies il principio organizzatore della narrazione.
L’intera opera è infatti costruita come un canto di iniziazione in cui al tempo sociale della quotidianità si alterna, sovvertendolo, una temporalità differente, quella del rituale.

L’amour-cent-vies (1988)

La commistione dei generi, che in Elle sera de jaspe et de corail era funzionale alla rappresentazione di istanze narrative differenti, ne L’amour-cent-vies è posta al servizio di questa alternanza di tempi: l’orature si diversifica in versi e prosa a seconda che la narrazione si sviluppi come rivelazione iniziatica o come cronaca. Il tempo sospeso dell’iniziazione è rappresentato da una scrittura in versi ripetitiva e incantatoria, che interrompe a più riprese il flusso della narrazione, acquistando via via sempre più spazio fino a ribaltare l’ordine temporale "naturale" ed imporsi come tempo dominante

Le jour où Roumben parla pour la première fois
Fils de mon fils
Moi qui te parle j’étais là
[...] Le jour où il parla
Moi qui te parle j’étais là, Tcha tcha!
Le jour où il rit, moi qui te souris, j’étais là Tcha tcha!
Moi qui te parle je peux te dessiner ses paroles-actes
Puisque j’étais là Tcha tcha!
(2) .

La costruzione de L’amour-cent-vies come romanzo iniziatico permette a Liking di smontare l’ordine temporale della narrazione occidentale per far emergere un’altra temporalità, e con essa una parola altra, una storia altra.
Liking propone agli intellettuali africani di abbandonare «le train des autres qui viennent d’un carré de terre», di abbandonare cioè il discorso coloniale, e di tuffarsi nella memoria di «cette terre la plus vieille aux plus vieux squelettes de singes et aux nations âgées de moins d’un an» (3) . Prestando a Madjo, una protagonista del canto-romanzo, la voce del canto iniziatico, Liking restituisce alla donna la voce che le era stata sottratta e sottolinea il ruolo che le donne africane possono avere nel rinnovamento culturale e morale del loro popolo:

Cesse de pleurer je te raconte le mystère du mâle:
il est myriade d’atomes éléments épars
il est poussière et grains de sable
Pour être forme force
Pour devenir volume figure rocher marbre
il faut la femme
le liant consolidateur créateur
Dieu est femme et la femme le sait
et la femme le tait
Dieu sait pourquoi...
(4)

Alla critica nei confronti della realtà sociale e politica africana, degradata e corrotta, che è tutt’uno con la critica nei confronti di una cultura letteraria dell’imitazione, subentra un momento di rielaborazione del segno, di appropriazione di un

Elle sera de jaspe et de corail (1983)

ordine simbolico alternativo e di realizzazione di una forma di enunciazione altra, nell’ottica di un riadeguamento del discorso e della lingua ad una realtà liberata dai lacciuoli del discorso coloniale maschile. La critica culturale di Liking acquista dunque le forme di una creazione culturale alternativa: con la sua ricerca Liking realizza quelle che Bhabha chiama "other forms of enunciation", in quanto non si limita a progettare un mondo diverso, ma investe il linguaggio e le strutture stesse del discorso di questo cambiamento. La scrittura riflessiva di Liking si presenta come una scrittura in cui lo sperimentalismo è al servizio di un simbolismo pieno, in cui la parola recupera il suo senso autentico e rinasce come "parola originaria". Per dirla ancora una volta con Homi Bhabha, «vi è una svolta violenta dall’interrogazione all’iniziazione» (5) .

Questa svolta è tanto più evidente in quanto Liking non si limita ad elaborare un discorso resistente e rigenerante, ma si spinge anche a sperimentare in campo sociale quanto elaborato a livello letterario.
Nel 1985 Werewere Liking fonda ad Abidjan, in Costa d’Avorio, il Villaggio Ki-Yi, un villaggio urbano in cui vivono con le loro famiglie una cinquantina di artisti che si autofinanziano con le loro produzioni. Il Villaggio si presenta come la sperimentazione in campo sociale della ricerca sviluppata da Liking nei suoi canti-romanzi. Werewere Liking svolge nel Villaggio il ruolo di "maestra di energia", è cioè "l’ancêtre" detentrice del rito di iniziazione Ki-Yi (che in lingua bassa significa "sapere ultimo"), attorno al quale si raccoglie la comunità degli artisti-iniziati. Il suo obiettivo principale è di educare le nuove generazioni alla creatività, a partire da una formazione rigorosa sulla storia delle diverse arti - dal teatro alla musica, dall’orature alla danza, dalle arti figurative all’artigianato -, fino alla ricerca e sperimentazione delle differenti estetiche e tecniche tradizionali africane. Il Villaggio Ki-Yi si presenta come uno spazio culturale in cui si tenta di incoraggiare una produzione panafricanista allo scopo di contrastare da un lato l’egemonia della cultura occidentale, e dall’altro le politiche dell’immaginario identitario condotte dal potere locale, caratterizzate da un’ideologia purista dell’ivoirité.
È evidente dunque che i due aspetti dell’attività di Liking - la produzione artistica e la "militanza" culturale - non possono essere considerati separatamente, essendo parte dello stesso progetto di "sopravvivenza culturale". L’opera di Liking nella sua totalità è un interessante esempio di come l’elaborazione teorica,

Foto da "Un Touareg s’est marié à une Pygmée"
Théâtre Ki-Yi Mbock, 1992

la ricerca formale e la corrispondente sperimentazione in campo sociale raggiungono una sintesi che non ha precedenti nel panorama africano.
In questo senso mi sembra che Liking abbia inaugurato una nuova figura di intellettuale che, riconosciuta l’importanza del momento ibrido del cambiamento politico, riaffrontando «quel vecchio mistero che è l’unità fra la teoria e la prassi»(6) , ha abbandonato «la distanza epistemologica fra il tempo e luogo dell’intellettuale e quello dell’attivista» (7) , la distinzione fra teoria e politica, ed ha scelto una pratica di critica culturale che è anche un processo di significazione alternativa.
L’opera di Liking si prefigura come un sistema di "paroles-actes", di parole "incarnate", proprio come espresso nel journal-d’or-de-bord, nel protodiario filosofico:

A nouveau
Le corps engendrera l’émotion
L’émotion accédera à la pensée
La pensée atteindra à la volonté
Et la volonté s’enracinera dans la conscience
(8) .



Note

I riferimenti bibliografici delle opere citate sono qui.

1 Liking, W., Elle sera de jaspe et de corail, op. cit., p.151 («Quello di cui avremmo bisogno // è un’Iniziazione // Severa come una lama»).
2 Liking, W., L’amour-cent-vies, op. cit., p. 102-104 («Il giorno in cui Roumben parlò per la prima volta // Figlio di mio figlio // Io che ti parlo ero là // [...] Il giorno in cui parlò // Io che ti parlo ero là Tcha tcha! // Il giorno in cui rise, io che ti sorrido, ero là, Tcha tcha! // Io che ti parlo posso disegnarti le sue parole-azioni // Perché ero là, Tcha tcha!»).
3 Ibidem, p. 70 e p. 86 («il treno degli altri che vengono da un quadrato di terra», «questa terra, tra le più antiche, dai più antichi scheletri di scimmia e dalle nazioni che hanno a malapena un anno»).
4 Ibidem, p. 43-44 («Smetti di piangere ti racconto il mistero del maschio:// è miriade di atomi di elementi sparsi // è polvere e granelli di sabbia // Per essere forma forza // Per diventare volume figura roccia marmo // C’è bisogno della donna // il legante consolidatore creatore // Dio è donna e la donna lo sa // E la donna lo tace //Dio sa perché...»).
5 Bhabha, H., I luoghi della cultura, op. cit., p. 353.
6 Jameson, F., op. cit., p.139-141.
7 Bhabha, H., I luoghi della cultura, op. cit., p. 49.
8 Liking, W., Elle sera de jaspe et de corail, op. cit., p. 105 («Di nuovo // il corpo genererà l’emozione // L’emozione accederà al pensiero // Il pensiero raggiungerà la volontà // E la volontà si radicherà nella coscienza»).



Qui il sito del kiyi-village.
Qui la bibliografia completa di Werewere Liking.

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