Sguardomobile

Scritture di esistenza e resistenza nella società multimedioevale

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06 - Die Fackel e il fiammifero

Scadenze

giovedì 20 gennaio 2005, di Lorenzo Flabbi

Non nel senso di deterioramento. Ricorrenze, piuttosto.
Sembra ieri che si postava l’ultimo pezzo su Sguardomobile. Son passate invece lunghe settimane. Il tempo inganna.
Scade oggi un lungo letargo invernale. Avendo perso l’occasione di essere i primi a far gli auguri di buon anno all’universo mondo, non ci lasciamo sfuggire quella di essere (tra) gli ultimi. Auguri.

Ce lo siamo detti tutti, in quasi stupita vicinanza: Buon 2005, che inizi meglio di come è finito il 2004. Qui inizia con Leopardi, il poeta e filosofo italiano. Col capo non piegato indarno e non eretto con forsennato orgoglio davanti a colei che de’ mortali madre è di parto e di voler matrigna. Come la Ginestra, davanti alla catastrofe.

Il 4 gennaio è nel frattempo ricorso il quarantesimo anniversario della definitiva dipartita dal mondo delle creature terrene di T.S. Eliot, il poeta angloamericano. Quest’anno 2005 lo si celebra anche così. Se ne riparlerà anche qui. Non ora, a marzo, che c’è tempo. (Time present and time past / Are both perhaps present in time future).
Il 7 gennaio (1912) nasceva invece Giorgio Caproni, il poeta e traduttore italiano. Anche di lui se ne riparlerà. Come di altri. Per chi vorrà. Il tempo è ritrovato, come quello di Proust che Caproni tradusse nel 1951.
Oggi 20 gennaio è(ra) il compleanno di Federico Fellini (1920), il regista italiano. Il maestro di Rimini torna a essere citato da Marta Barbaro nella seconda sezione della sua appassionata ed erudita indagine su circo e la letteratura (qui, e qui la prima) con la quale inauguriamo la rubrica SMS del 2005.
Buona lettura, buon tempo.


Nella fotomobile le prime figure che compaiono digitando 2005 e scadenze nella sezione Immagini di Google.

Messaggi

  • "Sembra ieri che si postava l’ultimo pezzo su Sguardomobile. Son passate invece lunghe settimane. Il tempo inganna." Com’è vero, caro Fabbi. Sguardomobile mi ha delusa. Si vede che non ci tenete molto a questo sito, cioè a noi lettori. Passano lunghissimi periodi senza pezzi nuovi, e passa anche la voglia di venire a vedere se c’è qualcosa di nuovo da leggere. Si è capito che non c’è, non dico un gruppo di amici, ma neanche una redazione coesa, una comunità motivata. Dopo un primo periodo di facili entusiasmi vi siete impigriti. Capisco che non è facile fare del volontariato culturale, ma una volta preso un impegno simbolico bisognerebbe avere il carattere di mantenere le promesse. Non è facendo il tagliaincolla di qualche verso di Leopardi, tanto per aggiungere ciccia all’home page, che la si sfanga. Che delusione. E che peccato.

    • Io a Sguardomobile ci tengo e molto. Se per impegni e problemi di recente il sito si è assopito per qualche tempo certo non fa piacere, ma il rammarico viene un po’ alleviato dalla consapevolezza che nell’ormai cospicuo archivio di SM chi non si ferma alla prima pagina può trovare molto, e magari molto che gli è sfuggito, e dalla certezza che si continuerà a fare e scrivere ancora.
      Solo una precisazione: non facciamo "volontariato culturale" (non sono sicuro di sapere cosa significhi): leggiamo e scriviamo di ciò che ci appassiona e ci incuriosisce, per capirlo meglio, condividerlo e discuterne. Non è una cosa che ha a che fare col "mantenere le promesse", o col "tenerci ai lettori"(davvero il sito coincide con i suoi lettori?), ha a che fare con la volontà, anzi la necessità di comunicare, crescere e cambiare.
      Se sguardomobile ti ha deluso mi dispiace, ma, se posso, perchè tanto astio e tanta voglia di dar lezioni?

    • Anch’io il 4 gennaio ci sono rimasto male. (... but this thing is sure, / That time is no healer: the patient is no longer here.)

    • marco ha espresso perfettamente ciò che penso anch’io. non posso che sottoscrivere quello che ha detto, che condivido in pieno.

    • Lo chiamo "volontariato culturale" perché fate cultura e la fate gratis. O forse siete compensati in denaro da qualcuno per scrivere e pubblicare questi pezzi? Non credo, giusto? Quindi è volontariato. Bene, se io apro una mensa e do pasti gratis, prendo un impegno con chi ogni giorno verrà a vedere se c’è un pasto caldo. Anche se glielo fornisco gratis, è un appuntamento, un impegno, una promessa. Hai ragione sul fatto che in archivio ci sono tanti pasti freddi. Ma io quei pezzi li ho già letti: non tutti, perché ho scelto quelli che mi interessavano, ma non ha senso dire che se non c’è roba nuova c’è l’archivio. Se il sito non prevede il coinvolgimento di lettori, ah beh, tutto chiaro, non lo fate per essere letti anche da altri ma solo per discutere fra voi. In questo caso mi ritiro immediatamente. Faccio lezioni come voi che, facendo cultura, recensioni, giudizi, plausi e stroncature, e mostrandovi colti e aggiornati, con toni a volte sereni a volte astiosi, non fate altro che dare lezioni. Un sito, anzi, un blog, ha a che fare con il mantenere le promesse, sì, eccome. La natura del mezzo implica una adesione al tempo, un essere tempestivi. Siete in tanti, quando vi siete messi insieme e avete deciso di aprire questo sito avrete pur valutato le vostre forze. Invece questi diradamenti e, complessivamente, la quantità relativamente scarsa del materiale che avete prodotto indica che il vostro progetto ha qualcosa che non va. A mio parere. Magari ci sono molti altri lettori felicissimi e soddisfatti. Insomma, volevo solo incitarvi a non impigrirvi e a darvi da fare. Se non me ne importasse niente di Sguardomobile non sarei certo venuta qui a perdere tempo a scrivervi.

    • Approfitto del messaggio di Giovanna per sottolineare che Sguardomobile non è un blog, e con questo vorrei ricondurre a più appropriate aspettative.

      Per quanto Sguardomobile condivida una certa struttura (ad esempio le categorie) e alcuni strumenti tipici dei blog (tipo i feed rss) credo che difficilmente si potrebbe considerarlo:

      From WordNet (r) 2.0 [wn]:

      blog
      n : a shared on-line journal where people can post diary entries
      about their personal experiences and hobbies [syn: web
      log
      ]

      Definire l’archivio come catalogo di pasti freddi è completamente fuori luogo qui, anzi, per quel che mi riguarda non ha neanche molto senso parlare di archivio - ci sono articoli che potrebbero essere qualificati "vecchi"?

      Infine, nel mettere insieme questo sito (dal punto di vista tecnico s’intende), non ho mai pensato alla quantità di materiale come criterio decisivo.

    • Cara Giovanna,

      io sono uno di quelli che le tue critiche le merita tutte. Ancor prima di Natale ho promesso a Lorenzo (il buon Flabbi, l’anima e la mente e il braccio di Sguardomobile) non uno, non due, ma TRE pezzi. E lo sai da te quanti gliene ho mandati, finora. Perché a onor del vero va detto che, sebbene Lorenzo sia impegnato ogni giorno almeno il doppio del sottoscritto, se il materiale lo avesse ricevuto, da me come da altri, tu e tutti i lettori di Sguardomobile non dovreste attenderlo più, sarebbe già on line. Che io (come gli altri) abbia i miei motivi per non aver ancora finito quello che ho promesso, è da un certo punto di vista abbastanza irrilevante. Trovo lusinghiera l’irritazione di chi si spazienta nel non vedere nuove scritture, significa che le vecchie gli sono piaciute (e per quanto io ami Sguardomobile, la cosa un po’ mi stupisce e molto mi inorgoglisce). Trovo anche apprezzabile il tuo tentativo di scuoterci, tutti, dal nostro variamente motivato stallo.

      Però vorrei anche ribattere un paio di cose: primo, perché presumi che il nostro silenzio significhi scarsa coesione, disinteresse al progetto, persino raffreddamento dell’amicizia? Non ti pare di fare il passo più lungo della gamba? E’ vero che un sito aggiornato di rado fa un po’ tristezza e spinge chi lo visita a tornare sempre meno, ma noi non ci siamo mai imposti un ritmo obbligato di pubblicazioni. Proprio perché ci teniamo molto, a questo luogo - e ai suoi lettori - non siamo dell’idea che l’importante è pubblicare. La coazione al post purchessia (che a volte è il rovescio della medaglia chiamata tempestività) o il discorso non meditato, non la vogliamo sviluppare. Il mondo è pieno di parole buttate al vento o vomitate senza peso specifico, e certo anche le nostre in gran parte saranno effimere, ma se è possibile pensarci su un poco, prima di farne scialo, perché no?

      Ultima cosa: Lorenzo non si merita, lui davvero no, la critica che gli hai fatto su Leopardi. Non è persona - fidati - da copia e incolla per fare un po’ di ciccia. Io ho trovato, di fronte alla tragedia dello tsunami, che il finale della Ginestra fosse, ancora e sempre, di una intensità tale da mozzare il respiro. Infinitamente più forte e più adatto dei troppi commenti di circostanza sentiti in questi giorni.
      Naturalmente, sei liberissima di non essere d’accordo su questo, ma non volevo convincerti della validità di una emozione personale. E’ sulla serietà del lavoro di Lorenzo che mi sento di spendere tutto il mio poco fiato.

    • Volontari di tutto il mondo, unitevi! No profit del pensiero, levate gli scudi a difendere la libertà di scrivere quando si ha qualcosa da dire, e non perché dobbiamo essere attuali e aggiornati!!! Sguardomobile non è un hobby, una cosa carina che è carino ci sia. E’ uno strumento di espressione importante, è la nostra voce, e il fatto che il ritmo degli aggiornamenti sia calato non mi fa certo piacere. Ma non vuol dire affatto che non ci siamo. Quello che io non condivido, e che mi un po’, francamente, mi snerva, è l’atteggiamento da professionista della cultura che trapela dal messaggio di Giovanna. E per professionista intendo uno che ha come unico scopo quello di essere efficiente e produttivo, a prescindere dal senso di ciò che fa.

    • Giovanna, a cui sarà caro Fabbi ma che a Flabbi cara non è, c’è un solo motivo per cui riesco a vincere la profonda irritazione che mi provoca un intervento come il suo, che mi pare un misto di specioso vittimismo e pavida arroganza all’Armiamoci e partite (la metafora dei pasti ai senza tetto è buona se tu ti senti culturalmente un clochard. Ma questo non è un corso di alfabetizzazione). Quel motivo risiede nella forza e compostezza dei miei compagni di viaggio e nella loro capacità di discutere. Capacità che a me, davanti al tuo melò da che peccato e delusione! invece manca. Non so se ti accorgi di quanto sia prezioso questo modo di spiegare e comunicare, la civiltà culturale che questo implica a fronte della tua arroganza. Li ringrazio di avermi chiarito le idee consentendomi anche di trattenermi dal non mandarti semplicemente a pitturare il cielo dell’arena.
      Ti spiego perché però mi resta la voglia di farlo, senza equivoci. E’ tutto un lavoro di scavo:
      Scavo nella memoria alla ricerca del momento in cui ci siamo riuniti e abbiamo deciso di promettere (prometterti?). Ci trovo uno Snaulo. I nostri mirabolanti proclami li trovi sul sito. Se questo fosse un blog, come scrive Davide, ti racconterei della meravigliosa esperienza gastronomica che ho vissuto davanti all’anatra laccata pechinese di ieri sera. Trenta post a settimana. Ma questo NON è un blog.
      Scavo nell’immaginario alla ricerca dell’ultima volta che ho sentito qualcuno strillare a qualcun altro di non aver carattere senza saperne nulla. Ci trovo Full Metal Jacket e mi sembra che il personaggio che lo gridava a Palla di lardo non mi fosse simpatico.
      Scavo nei commenti alla ricerca di un tuo precedente segnale di interesse/apporto che ti renda credibile come interlocutrice interessata. Ci trovo: “ ... ”. La stessa cosa: “ ... ”, la trovo scavando tra i link alla ricerca di un modo di poterti comunicare personalmente tutto questo.
      Scavo persino negli scampoli della mia intelligenza appannata alla ricerca dell’equazione che mi faccia comprendere il senso della frase “la natura del mezzo implica una adesione al tempo”. Dev’essere l’innata capacità ridotta della mia logica che mi inibisce una risposta e mi conduce invece a una serie di inquietanti domande, riducibili a un paio. Ci trovo quindi, in primis: se usiamo un modem a 56 K un pezzo al mese va bene? In secundis: ma vale a tutti i livelli dello spaziotempo? Se pubblichiamo in carattere 18 allora significa che facciamo grande critica? Ma che modo di ragionare è?
      Scavo anche nel dizionario alla ricerca dell’esatta definizione di “quantità relativamente scarsa del materiale che avete prodotto”. A furia di scavare sono sudatissimo e le pagine si imbrattano della mia salina. Non ci trovo niente, esausto.
      Resta che, se davvero a questa esperienza ci tieni, facci vedere cosa sai fare, Palla di lardo.
      Insomma, volevo solo incitarti a non impigrirti e a darti da fare. Se non me ne interessasse niente di te non sarei certo venuto qui a perdere tempo a scriverti.

    • Mi rendo conto, rileggendomi, che il riferimento all’anatra laccata pechinese potrebbe sembrare ironico, nei confronti dell’anatra laccata pechinese e/o dei blog. L’effetto, se c’è, è maldestro e involontario. L’anatra laccata pechinese E’ un’esperienza estetica. E alcuni blog pure, va da sé.

    • mmmmmmm
      forse produco un danno di immagine. qui tutti (con eccezione del Flabbi che, più coinvolto, più diritto ha di reagire) hanno opposto la pacatezza al melodramma dell’abbandono. Io invece ricorderò ai convenuti che su Il foglio, al sabato, esiste una bellissima rubrica di lettere tenuta da Guia Soncini. L’idea interessante della rubrica è che sistematicamente non pubblica le lettere che Donna Guia stessa invita a spedirle. Alla base di ciò si trovano due presupposti, il primo vero di fatto, il secondo per principio: 1) Donna Guia ha cose più interessanti da dire dei lettori/delle lettrici; 2) Chiunque scriva a un giornale è uno psicopatico o poco ci manca.
      Noi dovremmo fare tesoro di quel poco che l’editoria di destra ha da insegnarci (e qui la scrittura è al contempo traccia di criptico, insopportabile egotismo e di ipocrisia dell’enunciatore) e cercare di capire se in effetti il meccanismo diffusissimo e intollerabilmente democratico dei post non abbia agito nei confronti di coloro che scrivono ai giornali nella medesima direzione normalizzatrice prodotta dalle auricolari del cellulare nei confronti di coloro che fino a pochi anni fa andavano in giro a blaterare parole al vento, da soli, per strada, con la neve, con la pioggia, mentre, presumibilmente, nessuno era disposto a voler loro un po’ di bene.
      C.B. (il più pallone gonfiato di tutti)

    • Calma piatta su sguardomobile. Sguardo immobile del gramo visitatore che fissa una homepage disertata dai suoi collaboratori, che però guarda caso sono così solerti da rispondere in massa (cfr. qui sotto per credere) quando qualcuno si permette di chiedere loro un pochino più di impegno: che non è altro che una dichiarazione di interessamento, di sete di interventi nuovi. Eppure, a fare questa dichiarazione, ci si prende pure degli psicopatici (vedere il commento di C.B. qui sopra). Una precisazione tecnica: anche questo è un blog. Se un sito ha una finestra dei commenti, è un blog. Un blog non si definisce dai contenuti, ma dal dispositivo tecnico: permette anche a chi non ne sa di HTML di pubblicare senza chiedere aiuto a un webmaster, e permette ai visitatori di intervenire senza che nessuno dei gestori del sito possa censurare o decidere che cosa va bene far comparire oppure no. Rassegnatevi: anche sguardomobile è un blog. Non c’è nulla di male in questo.

  • Flabbi è un pallone gonfiato.

  • Finalmente un po’ di sana forumizzazione (in certi giochi si chiama "diplomacy phase") anche su SM! Ora sono troppo occupato a giocare a Risiko, ma appena ho finito di conquistare la totalità dell’Europa e del NordAmerica schiererò qua i miei carrarmatini perché SM è il terzo continente a mia scelta, senza non si vince. Dopodiché, naturalmente, spedisco qualche pezzo, ché poi sarebbe trarre il dado; quante facce ha? Saluti dadaisti dal Braccini (oggi è il compleanno della mamma della Fede, che si chiama Giovanna; auguri)

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