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06 - Die Fackel e il fiammifero

La torre Eiffel: all you need to know

Ruffiano tentativo di esaurire un amuleto parigino*

venerdì 20 agosto 2004, di Lorenzo Flabbi

(Coming from search engine? Skip intro!)
Sar?† per via dell’ineluttabile cambiamento di costumi e cicli stagionali o per una semplice insubordinazione della logica, ?® spesso in estate che si fanno le pulizie di primavera. Cos?¨ anche in queste stanze. Accade allora che ci si intrattenga con l’algido counter interno di SM e lo si interroghi come un oracolo per studiare improbabili strategie target oriented da mettere in atto alla rentr?©e di settembre. Uno dei vaticin?Æ pi?? significativi ?® quello che riguarda la lettera/articolo di Luigi Weber su Tutto il ferro della torre eiffel.
Ora, si d?† il caso che quell’articolo sia stato tra i pi?? i visitati in assoluto di tutto il sito e che, dopo un prevedibile rallentamento a mesi di distanza dalla pubblicazione del libro di Michele Mari e dell’intervento online, la curva che indica il numero di letture abbia avuto una nuova impennata nel periodo vacanzifero.
Ad essere sguaiatamente ottimisti si potrebbe interpretare questo dato come una nuova ondata di interesse per un grande scrittore italiano vivente, che finalmente si vede riconosciuti i suoi meriti anche in termini di popolarit?† (e ci si potrebbe lasciare andare a visioni idilliache di splendide bagnanti che fanno acqua gym citandosi le pagine in cui Thomas Mann si subisce la terribile requisitoria del figlio Klaus o energici torpedoni diretti ai palazzi vaticani con la testa immersa nella misteriosa partita a scacchi che costringe Benjamin e Marc Bloch a ricorrere all’aiuto di Duchamp). Ma riconoscendo che Tutto il ferro della torre Eiffel non ?® un ideale libro per l’estate, si dovr?† ammettere che la maggior parte dei visitatori approdano su quella pagina in cerca di informazioni su quell’enorme talismano che svetta sulla Senna. Ed ?® meglio cos?¨. La realt?† oggettuale prevale ancora sulle sue rappresentazioni. Per?? dispiace che in tanti si siano imbattuti in un articolo sbagliato, magari affilando lo sguardo alla ricerca di una chiave che potesse decriptare le considerazioni weberiane sul mito e “l’entusiasmante malattia della letteratura” e trasferirle in dati e statistiche certe sul monumento parigino (orari delle visite, altezza, prezzo del biglietto, ecc.)
?à per questo che abbiamo deciso di dare seguito a una delle ambizioni segrete di Sguardomobile, che ?® quella di fungere da servizio pubblico; nell’attesa di affiliarci a un ente parastatale per la conservazione del patrimonio culturale mondiale, ecco quindi orari delle visite, altezza, prezzo del biglietto, ecc. della torre Eiffel. Speriamo che chi approda qui dai motori di ricerca trovi ci?? che stava cercando. Per ricambiare il favore non si ha che da leggere il romanzo di Michele Mari, Tutto il ferro della torre Eiffel, Einaudi, Torino 2003, un libro che porta fortuna e fa sentire alti.

La torre Eiffel: orari delle visite, altezza, prezzo del biglietto, ecc.

Orari delle visite: d’inverno: 9.30-23 per l’ascensore, 9.30-18 per le scale; d’estate: 9.30-00.00 ascensore e scale

Prezzo del biglietto:
ascensore: 3.70 € per il primo piano; 6.90 € per il secondo; 9.90 € per il terzo.
scale: 3.00 € solo fino al secondo piano, se ci arrivate.

Come raggiungerla: prendete un mezzo che vi porti a Parigi. Una volta arrivati, la vedete. In ogni caso la fermata della metrò più vicina si chiama Bir-Hakeim ed è sulla linea 6. Ci arriva anche la RER C, fermata Champ-de-Mars.

Periodo di costruzione: 1887-1889 (795 giorni)

Rapporto con la rivoluzione del 1789: la torre fu costruita in occasione dell’esposizione universale che doveva celebrarne il centesimo anniversario.

Ingegneri: Maurice Koechlin & Emile Nouguier

Numero di pezzi in ferro forgiati dal centinaio di operai dediti all’impresa della fonderia di MM. Dupont e Fould a Pompey (Meurthe-et-Moselle) e incastrati tra loro dai 121 operai del cantiere: 18038

Peso totale: 10.000.000 di chili (10.000 tonnellate). Ma in realtà:
essa esercita una pressione di soli 4,5 kg/cm2 , il che significa che se la mettiamo in un cilindrone d’aria che ne conservi le dimensioni massime il peso dell’aria contenuto nel cilindrone sarà superiore a quello della torre. Ciò non toglie che assegnando a Michele Mari il peso ipotetico e medio di 80 chili, per compensare una bilancia con da una parte la torre, sull’altro piatto bisogna ammassare 125.000 Michele Mari. Questa l’ho presa dal sito ufficiale. Non sono sicuro di averla capita.

Cosa succede se tira un vento marrano: la cima della torre si muove di circa 6-7 metri.

La base è costituita da quattro piloni inscrivibili in un quadrato di 125 metri per lato. Ogni pilone è orientato verso un punto cardinale.

Altezza: la torre è cresciuta col tempo: all’inaugurazione aveva sulla cima solo una bandiera e misurava 312,27 metri; la bandiera è stata presto sostituita con un’antenna, a sua volta sostituita da un’altra antenna e poi con un’altra. Ora la cima estrema della torre è a 324 metri dal suolo. Il che significa che, assegnando a Michele Mari un’altezza ipotetica di 1 metro e 75, per raggiungere la cima bisogna impilare 185 Michele Mari uno sull’altro, più i piedi e le caviglie di un 186esimo.

L’autrice di questi pezzi (qui), abitante le strade berlinesi, sosteneva per puro spirito di competizione che la Fernsehturm (la grossa palla da golf sopra un ferro da calza, ossia l’antenna televisiva vicino ad Alexander Platz) fosse più alta della torre. Risentito, per puro spirito campanilista, ho controllato: senza antenna (la Fernsehturm arriva a 250 metri) vince la torre; con antenna vince la Fernsehturm (365). Per galanteria concedo la patta.

La TF è stata per 41 anni l’edificio più alto del mondo. Poi a New York hanno costruito il Chrysler Building. Da allora tra americani e francesi non corre buon sangue.

Se voleste dimostrare a chi amate la vostra passione potreste decidere di ridipingere la torre del suo colore preferito: andate in mesticheria e ordinate 60 tonnellate di vernice, che è quanto viene impiegato a questo scopo ogni sette anni dalla ditta che si occupa della manutenzione ordinaria della torre.

Le luminarie necessitano di un discorso a parte: 352 proiettori (13 in meno delle lampadine del lampadario centrale della Scala) di 1000 watt ciascuno (no, alla Scala no) illuminano il monumento.
A ogni scattare dell’ora però la torre comincia a scintillare come un’ossessa per qualche minuto. In questo caso si accendono 20mila lampadine.

Dal 1925 al 1936 Parigi è stata una città officially sponsored by Citroen, grazie alle sobrie luminarie della foto qui a fianco.

Visitatori: 6.103.978 persone sono salite sulla torre Eiffel nel 2003. Il che vuol dire 16723 persone al giorno, più il piede destro del seguente per una complicata faccenda di virgole; il che vuol dire 696 persone all’ora; il che vuol dire 11,61 persone al minuto; il che vuol dire che non dovete meravigliarvi se trovate un po’ di coda all’entrata.
Un turista che però avesse deciso di visitare la torre dal 1940 al 1945, una volta arrivato in biglietteria avrebbe faticato a nascondere il suo disappunto; durante la guerra la torre è rimasta chiusa al pubblico.

Se volete scrivere in francese un racconto dettagliato che si ambienti nei cantieri della torre, qui trovate un glossario con un po’ di termini tecnici.

Cose che non si possono non sapere:

Nel 1923 Pierre Labric scese dalle scale del primo piano della torre in bicicletta. Non si sa se per questo o altri motivi, tant’è che qualche tempo dopo fu eletto maire (i potenti sindaci di quartiere) di Montmartre.

Al 35milionesimo visitatore regalarono una macchina. Non se la poté godere subito perché all’epoca aveva dieci anni. Ignoro se si trattasse di una Citroen.

È dall’antenna della Torre Eiffel che sono passate le prime emissioni dell’Eurovisione. Era il 1953 e incoronavano la regina d’Inghilterra.

Mata Hari è stata arrestata grazie agli emettitori militari della torre.

Victor Lustig, noto truffatore internazionale, nel 1925 riuscì a vendere la torre. Questo viene detto anche nel libro di Michele Mari.

Pare che il telecomando che accende e spegne le luminarie scintillanti della torre ce l’abbia l’autore di questo pezzo qui, dalle cui stanze si gode una vista privilegiata della città e dell’ammasso di ferro in questione. Spaparanzato sul divano, sembra che Corso aggiunga questo potere a un altro vasto elenco di virtù che tiene rigorosamente segrete.


* Cfr. G. Perec, "Tentative d’?©puisement d’un lieu parisien", ?âditions UGE, 1975, tr. it. di Eileen Romano, "Tentativo di esaurire un luogo parigino", Baskerville, Bologna 1986.

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